Kyocera mette un tetto fotovoltaico sulla Prius
Il tetto fotovoltaico sul tetto della nuova Toyota Prius sarà realizzato da Kyocera.
Il tetto fotovoltaico sul tetto della nuova Toyota Prius sarà realizzato da Kyocera.
Toyota Prius contro Honda Insight. Le due auto ibride per eccellenza si sfidano sul mercato. La terza versione della Prius, con opzionabile il tettuccio a energia fotovoltaica, punta su una campagna pubblicitaria anticipata dal Wsj. Ecco il video.
Obama ha deciso di tagliare i fondi per la ricerca sulle celle a combustibile per dedicarli a filoni più promettenti. Nel 2010 prevede di spendere 68,2 milioni di dollari, quando nell'anno in corso il budget è stato di ben 169 milioni. Steven Chu, segretario all'Energia e premio Nobel per la Fisica ha detto: "Ci siamo chiesti: è possibile che tra dieci, quindici o anche vent'anni la nostra economia sarà convertita sull'utilizzo delle auto a idrogeno? La risposta è no".
Una impostazione profondamente diversa da quella di Bush, che aveva messo in piedi un piano dedicato da 1,2 miliardi di dollari nel 2003. Chu ha invece deciso di incrementare dell'8,3% la ricerca sui biocarburanti (235milioni di dollari) e del 22% quella per le auto elettriche a batteria e per l'efficienza dei motori a combustione interna alimentati a benzina (333,3 milioni).
La nuova amministrazione istituirà anche otto "energy innovation hubs", centri di ricerca specializzati in innovazione energetica. «Saranno finanziati per cinque anni - ha precisato Chu -. Siamo molto motivati nel tentativo di trovare nuove soluzioni». Il segretario dell'Energia ha reso noto che cesseranno anche i finanziamenti per nuove esplorazioni nel campo della ricerca petrolifera, precisando che le compagnie petrolifere hanno risorse sufficienti per condurle da sole.
Il Financial Times cartaceo dedica una ampia inchiesta firmata da Guy Dinmore alle indagini in corso in Sicilia riguardanti le collusioni tra mafia, aziende attive nell'eolico e politica locale. Il quadro è decisamente desolante. Tra gli operatori dell'energia del vento ci sono diversi stranieri. FT fa il nome dell'inglese IP, la tedesca Eon e la francese Edf. E aggiunge che non c'è alcuna evidenza del loro coinvolgimento nell'attività mafiosa. A pagina due dello stesso giornale c'è una pubblicità di Edf. La foto ritrae Emilia VIsconti, ingegnere di Edf responsabile della creazione di centrali eoliche in Italia. Curioso. Leggo il testo dell'inserzione e aspetto, con curiosa incredulità, che celebrino la creazione di impianti in Sicilia. Resto deluso da questo piccolo esercizio di sadismo: si parla solo di quello di Campidano in Sardegna. Ad ogni modo, il quotidiano inglese dà un buon esempio di libertà di informazione rispetto agli inserzionisti. Vero che Edf non appare coinvolta in alcun modo, ma l'accostamento tra Italia, mafia ed eolico balza subito agli occhi. Insieme al solito pizzico di stereotipi che accompagnano i racconti anglosassoni di quello che succede dalle nostre parti.
Václav Klaus, presidente della repubblica ceca, sostiene sul Guardian che quella del green sia un'isteria. Scettico del cambiamento climatico (ha appena pubblicato Pianeta blu, non verde) Klaus sostiene che in un momento di crisi, in cui comunque i consumi energetici e le emissioni calano, sia controproducente mettere dei tetti all'industria.
Ed ecco il green job center. E' già online ma il palcoscenico dell'iniziativa è il Solarexpo che prende il via il 7 maggio per concludersi il 9, a Verona. Frutto della collaborazione tra Adecco e gli organizzatori della manifestazione. Per chi cerca e offre i lavori della nuova energia.
La spagnola Abengoa Solar, conclusi i test, ha avviato la produzione di energia solare nel più grande impianto solare a concentrazione del mondo, il PS20. Tecnologia simile a quella della centrale Archimede che sta sorgendo a Priolo Gargallo, vicino a Siracusa. Certo, questa è molto più massiccia. Si trova sull'altopiano di Solucar, in Andalucia, non lontano da Siviglia. In mezzo al nulla. L'immagine ha un che di lunare. Milleduecento specchi da 120 metri quadrati in mezzo alla pianura di terra secca tipica della regione spagnola. La capacità dell'impianto è di 20 megawatt.
Il suffisso "-ista" significa un sacco di cose, tra cui l'appartenenza a un movimento di opinione. Ebbene, per quanto la convinzione sia molto poco diffusa nell'opinione pubblica, la rivalutazione delle energie rinnovabili alla quale stiamo assistendo in Europa (prima) e ora negli Stati Uniti (in maniera massiccia) c'entra molto poco con il movimento di opinione che sostiene l'importanza di preservare l'ambiente dall'impatto dell'uomo. I suoi protagonisti lo ripetono spesso "non siamo ambientalisti". Intanto perchè gli ambientalisti non guardano solo alla C02, ma anche, ad esempio, all'inquinamento dei mari e dei fiumi e al riciclo dei materiali. E poi perchè la promozione dell'energia prodotta da Sole, vento e acqua è dettata anche (probabilmente soprattutto) da altri motivi. Per quanto, certo, la giustificazione climatica sia forte e certamente molto utile per legittimare i provvedimenti di fronte all'opinione pubblica.
Pochi giorni fa, a un convegno organizzato da Aper, Carlo Corazza, direttore della rappresentanza italiana della Commissione europea a Milano, ha spiegato l'origine della direttiva 20-20-20 dell'Unione europea facendo appello ad altre dinamiche: "Dietro alla spinta di Barroso c'era certamente Angela Merkel e l'industria tedesca, che ha visto una crescente competitività del settore. Stesso fenomeno registrato da anni nei Paesi scandinavi. Dall'altro lato c'era Putin, che utilizza l'energia come strumento di politica estera. L'Europa si è accorta in più occasioni di avere una sovranità energetica limitata". E che dunque occorre investire in fonti energetiche più vicine al consumatore. "L'ambiente lo metterei al terzo posto – ha concluso Corazza – anche la politica europea è cinica".
Secondo questa interpretazione, dunque, c'era l'esigenza di promuovere un settore che iniziava a dare segnali di affidabilità e di ritorno economico e la sicurezza energetica. Quest'ultimo tema ha un valore immenso. In un bel pezzo su Newsweek Fareed Zakaria sottolinea come gli Stati Uniti finanzino, importando energia, i Paesi con cui generalmente fanno le guerre, o che comunque ritengono inaffidabili. Emerge la necessità di farsi l'energia in casa propria. Il nucleare rientra in questa strategia, sposata, tra gli altri, dal governo italiano. Il nostro Paese ha infatti il medesimo problema di dipendenza energetica dall'estero. Anche investendo massicciamente in rinnovabili e atomo l'obiettivo dell'autosufficienza, almeno nel medio termine, è una chimera. Però ridurre la dipendenza dal petrolio significa anche avvicinarsi alla sicurezza energetica.
C'è poi il tema delle risorse, e di un pianeta che da 6 miliardi potrebbe vedere i suoi abitanti arrivare a 9,5 miliardi entro il 2050. Al di là delle scelte etiche, del cambiamento climatico e di chi persiste a dire "-ista", il tema di fondo è che se si vuole avere una visione di lungo termine non si può non approcciare al tema energetico senza tenere conto di un suo inserimento più armonico rispetto a un tema su cui è difficile aprire un dibattio. Quello del rispetto delle risorse e degli abitanti del Pianeta.
Duecentocinquanta milioni di sterline per la promozione dell'auto elettrica (circa 283milioni di euro). Siamo in Inghilterra e l'annuncio è del governo laburista. Gli automobilisti che decideranno di comprare una ibrida o una elettrica riceveranno un incentivo di 5mila sterline (quasi 6milioni di euro). Ben venti milioni serviranno invece all'infrastruttura. Se quella dell'auto elettrica sarà davvero una rivoluzione (le stime parlano di un 10% delle vetture circolanti entro il 2020), o comunque una vera novità industriale, molto dipenderà infatti da una rete di punti di ricarica efficiente e sicura. In Italia, sotto questo profilo, sono in corso le sperimentazioni di Enel e Smart.