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Consapevolezza, Critica, Crescita

Grazie a chi ha commentato il post nato da un commento di Cristina che metteva in guardia dai mondi virtuali, a suo modo di dire un rischioso rifugio (fuga) dalla realtà. Secondo GianMi la parola chiave è consapevolezza: bisogna saper distinguere le due sfere, la propria persona reale dall’io digitale, saper "staccare la spina". Kimera evidenzia le possibilità relazionali del web, ma teme che fenomeni come Second Life abbiano a che fare con la fuga da se stessi. Concorde Anna, che usa toni più forti, le relazioni virtuali le fanno quasi paura. In particolare per i più giovani, caso decisamente più problematico. Ma qui di chi è la colpa, genitori o società? Anna sostiene che i genitori da soli, ormai non bastano più. Secondo Kimera e GianMi invece è compito loro: monitorare l’accesso a internet, esattamente come non si dà una macchina nelle mani di un bambino. Mi sembra una discussione interessante, con della analogie con la discussione nata su Beppe Grillo. Segnalo l’interessante articolo di Alessandro Gilioli su "L’Espresso", disponibile online. Anche qui si fa una domanda chiara: alla luce della deriva populista di Grillo e dei grillini siamo sicuri che internet sia il media più democratico e dal quale emerge la qualità? Molti personaggi autorevoli intervistati da Gilioli propendono per il no. Anche qui ci vuole consapevolezza, come direbbe GianMi, per distinguere reale da virtuale, giusto da sbagliato, bello da brutto. Questa nasce solo dalla critica. Così internet può solo maturare. Perchè non è il luogo dei sogni contrapposto a una realtà (politica, giornali eccetera) che fa schifo.