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Il prezzo della musica tende a zero?

Sono giorni convulsi per l’industria discografica. Sulla maxi multa per la donna americana che dovrà pagare 222mila dollari per aver scaricato illegalmente musica da internet e sulla scelta dei Radiohead di far stabilire ai loro fan il prezzo del download hanno già detto, qui su Nòva100, Claudio Ferrante e Mimmo Cosenza. Techcrunch parla invece del 2007 come l’annus horribilis per la musica, in particolare perchè i muri del Drm stanno crollando e perchè la curva discendente della vendita dei Cd non riesce a essere compensata dal download legale. Secondo il sito si sta realizzando una semplice teoria economica: costi di produzione sempre inferiori e possibilità di copia per tutti porteranno il prezzo della musica verso lo zero. Il prezzo del singolo download è infatti calato da 1,29 a 0,89 dollari. Il post ha ricevuto 140 commenti, segno che il tema è caldo ma il risultato non è scontato. Sarà, ma intanto, in Italia, è in fase beta Downlovers, il primo sito in Europa che permette il download gratuito della canzoni. Il modello di business si regge sulla pubblicità. Partecipano etichette del calibro di  Warner, Edel, Sugar e V2. Approfondirò nei prossimi giorni… ma intanto la domanda è: iTunes e Amazon andranno in questa direzione? Intanto, come ci ricorda Programmazione.it, il nuovo Zune di Microsoft arriva senza Drm.

  • Mimmo |

    Ciao Luca e ciao Claudio, conosco anche io dowlovers e gli amici che hanno dato vita all’iniziativa. Un’unica precisazione: usano anche loro un DRM e in particolare quello di Microsoft (quindi chi non ha il sistema operativo di MS non potrà godere della loro offerta). E’ quindi vero che la pubblicità paga la musica, ma è comunque protetta con un DRM proprietario. Spero che il DRM interoperabile al qualche sta lavorando http://www.dmpf.org la cui reference implementation open source (si chiama Chillout) è in fase avanzata di sviluppo, potrà presto consentire agli amici di downlovers di poter distribuire la musica pagata dalla pubblicità indipendentemente dal sistema operativo del pc dell’utente e, in futuro, anche dell’eventuale MP3 player.
    IMHO la vera sfida tecnica sarà quella di integrare Chillout con i più diffusi protocolli p2p (p.e. bittorrent).
    Infine un’ultima annotazione. Senza TPM, non c’e’ DRM che possa reggere a lungo. Prima o poi qualcuno lo cracca di sicuro. Un DRM integralmente software based può andare molto bene per la gestione dei diritti d’autore, per esempio per le licenze Creative Commons, ma non per la protezione desiderata dalla RIAA.
    A presto ad entrambi
    Mimmo

  • luca salvioli |

    Grazie a te Claudio. Non avevo dubbi che sapessi di downlovers, ma sono felice di sapere che parteciperete anche voi. Certo, aspettiamo i numeri, sarà interessante analizzarli tra qualche mese.
    ciao

  • Claudio Ferrante |

    Ciao Luca,
    grazie per la tua segnalazione!
    conosco da vari mesi l’iniziativa anche Carosello ne farà parte.
    Credo molto in questo modello, vedremo i numeri e poi… speriamo bene!

  • Davide T. |

    Questa situazione non puo durare a lungo… se gli artisti e le case discografiche non avranno più tanto tornaconto, andrà a finire che nessuno produrrà musica…
    Riguardo il discorso DRM, io credo che debba essere soltanto ripensato, non abolito. Cioè anzichè limitare il brano sulla copia su cd o lettore mp3, troverei qualche altra soluzione per non fare diventare il brano “pirata”. iTunes in questo senso è troppo limitativo e rischia di cadere nei confronti dei music store drm free!

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