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L’open source per l’ambiente

Ibm, Nokia, Pitney Bowes e Sony. È con loro che il World business council for sustainable development,  organizzazione con sede a Ginevra che include alcune delle 200 aziende più grandi al mondo, ha lanciato il progetto "Eco-Patent Commons". Obiettivo: rendere pubblici i brevetti per tecnologie ad alto contenuto ecologico.

La partecipazioni è aperta a tutti i privati e aziende, con l’ambizione di stimolare ricercatori e imprenditori alla creazione, applicazione e sviluppo di prodotti, processi e servizi basati su metodologie per la salvaguardia dell’ambiente. 

Tanto per cominciare, le aziende fondatrici hanno "donato" 30 brevetti.

L’iniziativa "nasce dall’esperienza del movimento del software open-source – ha detto David Kappos di Ibm – dove gli sviluppatori di tutto il mondo condividono liberamente i propri programmi".