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Il freno dei decreti per la microgenerazione

Burocrazia
La burocazia è noiosa (per essere ottimisti) da subire, figuriamoci da raccontare.

Però c’è un esempio recentissimo decisamente simbolico di come si muovono le cose in Italia, anche sul fronte dell’energia pulita. Ci arrivo per passi.

Il tema è la microgerazione e la generazione distibuita. In pratica di tratta di impianti di piccola taglia: i primi ideali per la produzione energetica domestica, i secondi per piccoli distretti, scuole, ospedali.

In Germania si tratta di una realtà consolidata e decisamente in crescita (anche in altri Paesi)

Jeremy Rifkin, esagerando come spesso gli piace, descrive un futuro in cui l’energia cambierà direzione: tutti saremo produttori e la scambieremo con la rete nazionale. Il paragone è con il web 2.0: energia a doppia direzione. Ci sono una serie di problemi per l’archittettura delle reti, su cui i fornitori già lavorano, ma non è questo il punto.

In Italia sta succedendo molto poco. Nel 2006 la percentuale di microgenerazione e generazione distribuita era appena del 5%.

Il Conto Energia, per la verità, sul fronte del fotovoltaico ha smosso le acque. E la Finanziaria 2008 ha previsto tariffe incentivanti anche per altri fonti. I produttori hanno subito gioito: significa la nascita di una nuova industria: mini-eolico, geotermico, mini-idro, eccetera.

Però… c’è sempre un però.

Il Kyoto Club ha sottolineato che ”mancano ancora i decreti attuativi dei ministeri competenti per rendere operative le nuove tariffe incentivanti previste dalla Finanziaria 2008. Tra queste c’e’ anche la tariffa per l’eolico di piccola taglia fino a 200 kW che potrebbe dare una decisiva spinta al settore”.

Il pratica il precedente Governo ha introdotto un sistema incentivante che riconosce tariffe omnicomprensive per impianti a fonti rinnovabili sotto il megawatt di potenza. Tra queste tariffe c’e’ quella pari a 0,30 euro/kWh, della durata di 15 anni, per la produzione di elettricita’ da impianti eolici con potenze fino a 200 kW. Ma ancora non sono operative. E la Finanziaria 2008 ormai è cosa antica: tra poco si inizierà a parlare della prossima.

La palla è al nuovo governo.

Ma, comunque vada, penso che Rifkin debba avere molta, molta pazienza.