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iPhone 5, realtà e aspettative

Quando sei la società con la maggior capitalizzazione, è il caso di Apple, ogni annuncio o spiffero ha valore, un enorme valore. Quando poi,è il caso di Apple, hai abituato il mondo a prodotti capaci di aprire solchi in uno o più mercati, oppure farne nascere di nuovi, allora ogni annuncio è un banco di prova. Quando inoltre, è il caso di Apple, perdi il tuo cofondatore, mentore e molto altro, allora ogni annuncio si accompagna con la tentazione di dire che no, non è più come prima. Oggi – dopo che ieri il lancio del nuovo iPhone è stato seguito in tutto il mondo con un'attenzione pazzesca, davvero difficile da spiegare – è il giorno dei primi commenti. Manca ancora un elemento decisivo: poter tenere in mano l'iPhone, provarlo. E' evidente però  che manca un nuovo salto di paradigma. I concorrenti sono cambiati rispetto a 5 anni fa e hanno avuto il tempo di cavalcare il nuovo paradigma – avviato da Jobs nel 2007 – al punto di fare qualche salto in avanti sull'hardware e, in alcuni casi, sulle funzionalità software. Il nuovo iPhone non ha nulla di così straordinario rispetto ad alcuni smartphone sul mercato. Cresce su un percorso che ha avviato per primo e dunque – a chi interessa – in alcuni sensi resta l'originale. Ora però ha dei rivali veri, il consumatore può scegliere tra Cupertino, Samsung, Nokia, Htc. Apple ha una disponibilità finanziaria incredibile e dunque è da Cupertino che si aspetta la next big thing. Non oggi, però.

  • Marco |

    Completamente d’accordo, ma il design e il fascino della mela rimango sempre al top

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