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Sondaggio: internet o realtà?

Ho ricevuto questo commento al post in cui parlavo del progetto di Google di lanciare un mondo virtuale in stile Second Life:

“Mi chiedo se non sia una fuga dal Mondo reale, dalla vita di tutti i giorni, scaturita dal desiderio di una dimensione più facile da “vivere” e da controllare, solo perchè inventata. Mi concentrerei maggiormente sulla realtà, che ci sfugge sempre più, e sui rapporti interpesonali veri, ma spesso difficili. Mi piace cercare la soddisfazione in un amico vero, piuttosto che in un falso omino di Second Life. Cristina”.

Mi sembra una riflessione disarmante nella sua semplicità. Eppure i pensieri più semplici a volte dicono le cose più vere.

Cosa ne pensate?

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  • GianMi |

    @Anna: sì, è colpa dei genitori se i figli vedono scene non appropriate alla loro età in tv, perché li hanno lasciati soli. Metteresti un coltello in mano ad un bambino chiedendogli di tagliare il pane? Lo stesso per internet: ci sono programmi in grado di filtrare i contenuti, ma nulla può sostituire la guida del genitore. Bisogna fare come con i medicinali: somministrare sotto controllo e tenere fuori dalla portata dei bambini.

  • Anna |

    Secondo me è un alibi dare tutta la colpa ai genitori. Certo, ci sono genitori e genitori, e in certi casi alcuni non si preoccupano abbastanza del benessere dei figli. Ma, in generale, è colpa dei genitori se i figli cambiando canale vedono scene di sesso?o se su internet finiscono in siti strani?o è colpa piuttosto di una società che non li tutela?un tempo le mamme non lavoravano e potevano stare sempre con i figli, ma adesso una donna che lavora non può stare sempre appiccicata a suo figlio! purtroppo!
    Ho usato il termine “paura” proprio perchè come Kimera penso che il problema sia staccare la spina. Se si riuscisse a delimitare davvero il mondo virtuale il problema non ci sarebbe.

  • GianMi |

    @Kimera: la parola paura l’ha tirata fuori Anna. La sindrome ossessiva che descrivi tu non dipende dal mezzo: succede la stessa cosa con il gioco d’azzardo. Si scambia l’effetto con la causa. Chiediamoci piuttosto perché c’è chi cerca la fuga dalla realtà: non sarà perché certe realtà offrono solo disagio e precarietà?

  • Kimera |

    Ma no, GianMi, nessuno ha parlato di “paure”. Si fanno constatazioni e non si giudica nessuno.
    C’è già una casistica enorme di persone che, per l’appunto, la spina fanno fatica a staccarla e rimangono al pc ore e ore, perchè trovano più soddisfazioni lì che altrove, con conseguenze non felici per la vita quodiana faccia a faccia.
    Poi ognuno il suo tempo lo spende come vuole, questo è ovvio.
    Concordo sul fatto che i bambini siano sempre prima di tutto responsabilità dei genitori e penso che dare la maggioranza delle colpe alla società possa diventare, sotto sotto, una sorta di alibi.

  • GianMi |

    Credo che insistere a fare paragoni con la vita reale sia decisamente fuorviante. L’esperienza virtuale è una cosa diversa ed inedita che ha modalità proprie. Tuttavia, per il tempo in cui si è partecipi, l’esperienza è “reale” tanto quanto un dolore che nessun altro può provare, ma che nondimeno è per noi presente. Insisto sulla consapevolezza: finché dura la simulazione tutto ciò che accade trova significato, quando “stacchiamo la spina”, lo perde o comunque non vedo perché dobbiamo trasferire in un quadro di riferimento reale ciò che abbiamo vissuto. Queste paure mi sembrano le stesse dei primi spettatori del cortometraggio del treno che credevano di essere investiti.
    @Anna: se il bambino passa la giornata al computer, lo fa dentro casa quindi la responsabilità è dei genitori.

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