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C’è un italiano, un australiano e uno spagnolo…

… a tavola insieme, a Oxford. L’australiano a un certo punto sgrana gli occhi e chiede all’italiano (che poi sarei io): "c’è una cosa che non capisco dell’Italia". L’italiano, che già intuisce a cosa allude il compagno di tavola, fa il finto ingenuo: "Cioè?". "Berlusconi". Silenzio. "Com’è possibile che un imprenditore diventi primo ministro?". L’italiano prova ad abbozzare una risposta. Tangentopoli, voglia di nuovo. Non legge sul conflitto di interessi. "In effetti uno con tante attività è spinto a far bene anche in politica", dice l’australiano incuriosito. Interviene lo spagnolo. "E Prodi com’è?" Anche qui la risposta è tutt’altro che univoca e semplice. "So che in Italia avete il mito di Zapatero – continua il madrileno – io l’ho votato, ma a parte i diritti civili, che certo sono importanti, sull’economia non sta andando bene. E da voi tutti a parlare di Zapatero". Chiacchiere da bar, forse, ma simpatico banchetto di stereotipi e rappresentazioni.