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Marianna Madia, il merito e le raccomandazioni

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 Ha 27 anni, uno in più di me. Veltroni ha deciso che sarà lei a correre come capolista alla Camera nel collegio Lazio I. Il volto mi ha subito ricordato una delle trasmissioni più interessanti che ho visto negli ultimi mesi, sia in tv (a orari Marzulleschi) che in rete (quando voglio). Marianna Madia è infatti la conduttrice di Ecubo, consiglio vivamente di dare un’occhio al sito e a qualche puntata: parla di cambiamenti climatici, economia ed ecologia con uno sguardo approfondito e l’unica pecca – almeno secondo me – di essere talvolta ridondante e didascalico.

In rete ho letto che è figlia di un ex consigliere comunale di Roma nella lista di Veltroni, che è molto vicina ad Enrico Letta (lavora all’Arel da tempo), più altri particolari che sembrerebbero far parlare di una "figlia di…", e che in fondo non mi interessano molto.

La mia prima reazione è di dispiacere. O meglio, disillusione. Non perchè ritenga che lei non sia una persona capace: anzi, immagino lo sia, anche perchè le raccomandazioni e l’ambiente sociale in cui si cresce contano (eccome), ma da soli non bastano per andare davvero avanti. Non mi unisco al coro di "ecco la raccomandata!", è un atteggiamento che non mi piace filosoficamente, è qualunquista, e guarda in superficie solo uno dei mille pezzi di un puzzle che forse ha messo insieme anche da sola. Però rimane un pochino di questo maledetto amaro. O invidia. Perchè non per tutti è così facile. Lo dico con estrema franchezza e nessuna intenzione di segare le gambe a Marianna.

La sua età viene probabilmente usata dalla politica come bandiera da sventolare nel segno di un rinnovamento tutto da dimostrare. MA può essere ANCHE, per dirla con Veltroni, qualcosa di più. In attesa che anche altri giovani talentuosi ma un pochino più anonimi – come ne conosco a decine – possano avere il merito e non la sfiga di essere giovani, in bocca al lupo Marianna.

  • luca salvioli |

    grazie Roberto, scusami per il ritardo con cui ti rispondo. Dal tuo discorso conservo la consapevolezza che il cambiamento deve passare dalle piccole cose. Da quello che pensiamo, crediamo e facciamo noi. Poi viene il Pil, eccetera. Sono completamente d’accordo con te. L’importante è spostarsi sempre sul piano del progetto, fuggendo (non è facile) dalla critica per definizione. Lo dico in generale, e a me per prima, non mi riferisco certo a te.
    alla prossima

  • Roberto Domenichini |

    Caro Luca
    Guarda che la preterizione è una bella cosa. Non è una cosa negativa.
    Inoltre ho apprezzato molto quello che hai scritto.
    Con le opinioni nette dubito che raccogli più consenso.
    La soluzione non potrà mai derivare da me.
    Prova a chiederti perchè le persone andranno ugualmente a votare nonostante i programmi, di destra e sinistra, siano gli stessi. Nonostante vedremo sempre le stesse persone.
    Il problema non è polico o dei politici.
    Il marciume della raccomandazione si annida ovunque. Quelli che ci governano sono il riflesso della nostra etica anche se saremo i primi a scendere in piazza per gridargli ladri.
    Persone che hanno già avuto più di una possibilità per dimostrare il loro valore (nullo) adesso si ripresentano con un nuovo simbolo ma non con un nuovo cervello.
    Tu andresti a votare?
    Se la scienza ha ancora un significato io non andrei.
    Il mio programma per farmi eleggere sarebbe il seguente:
    1) Riduzione del debito
    2)Tagli alla spesa pubblica
    3)Riduzione delle imposte
    4) Tutela delle donne
    5) Controlli all’immigrazione
    6)Aumento dell’occupazione
    7) Parchi naturali per i nostri bambini
    8) Eliminazione degli sprechi
    9) Aumento delle infrastrutture
    10)Dati mancanti a scelta
    Programma per non farmi eleggere:
    1) A casa immediatamente i burocrati raccomandati. E già perdo il 20% dei voti della popolazione.
    2) Multa e reclusione fino a due anni per tutti gli ex parlamentari che hanno abusato dei privilegi. E qui perdo altri voti.
    3) Meno Stato fino a raggiungere il miniarchismo. E qui perdo l’altro 30% della popolazione.
    4) Pene elevatissime per chi abbandona o fa del male agli animali. E qui mi gioco tanti turisti che ti sporcano la spiaggia e fanno gravare il costo sui residenti.
    5) Le donne che abbiano il loro posto è giusto. Ma basta con questa rottura di ……….E quì perdo il voto delle donne.
    6) Facciamo rientrare i ricercatori in Italia e cacciamo i due barbieri dal Parlamento rifondendo i danni alla collettività.
    7) Non far votare tutti coloro che hanno avuto un minimo di raccomandazione per il posto che occupano. E qui mi gioco l’altro 50% dell’Italia.
    CAPITO IL CONCETTO!
    Invece di discutere se il PIL è cresciuto dello 0,01 oppure dello 0,015. Se l’inflazione è al 2 o al 2,00000000001%. Se il tesoretto esiste o non esiste o esisterà.
    Prima di tutto questo, nel mio programma per non essere eletto c’è un minimo di requisiti per stabilire le caratteristiche di chi ha diritto al voto e chi ha diritto ad essere eletto.
    Caro Luca se prima non togli il marcio della persona (politico ma soprattutto votante) è inutile parlare di economia, morale, e amenità varie.
    Un saluto
    Buona continuazione

  • luca salvioli |

    Grazie per i vostri contributi. Ho visto che in molti passano all’analisi di fenomeni più vasti: il veltronismo, la democrazia, eccetera. Questo singolo caso, in effetti, è indicativo di un sistema che gira così da tempo e che difficilmente cambierà passo. Succede da una parte e dell’altra. Qui non attacco Veltroni, tantomeno sostengo Berlusconi. Anzi, considero la scelta del Pd di correre da solo e la relativa mossa di Berlusconi come passaggi fondamentali (ma tardivi) della politica italiana. Solo che non possiamo rimanere stregati da quello che ci viene sottoposto come magico quando dietro la patina ci sono i soliti meccanismi. Dobbiamo conoscere come girano le cose come base per un’azione di senso. Non è una critica gratuita: è una consapevolezza obbligatoria per non venire risucchiati da una realtà onirica che non esiste.
    @roberto: non uso la figura retorica della preterizione, anche se capisco il sospetto. La penso esattamente come ho scritto. Con le opinioni nette forse si raccoglie più consenso, ma con il grigio almeno si ragiona. Restiamo in attesa della tua soluzione!

  • GPENSIERO |

    E’ importante una presenza più consistente delle donne e soprattutto delle giovani, ma un vero leader non cerca solo sostegno e amici, ma ha e deve trovare il coraggio di scegliere donne coraggiose, con idee politiche chiare e soprattutto capaci di azioni politiche autonome, tese a creare una politica al femminile indipendente e competente per creare un confronto di genere utile e proficuo alla società e al modo di fare politica.
    Noi donne dobbiamo trovare nuove vie alternative che non ricalchino la gestione politica maschile: vedrei bene una politica che si crei obiettivi seri e concreti, che permettano convergenze trasversali per scardinare i privilegi dei partiti e ridare alla gente la voglia e il desiderio di partecipare e sopratutto trovare ascolto.
    La politica deve tornare alle idee e liberarsi dalle pastoie delle direttive di partito:
    Veltroni speravamo di avere un segnale dal nuovo PD e invece hai solo cambiato la forma; dov’è il NUOVO………….

  • Vronsky |

    Giovani, carine, benpensanti, subito capolista: sono nate le ‘veltronine’? :-))

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