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Alcuni effetti “reali” del prezzo del petrolio

Sembra che la Biosolar abbia sviluppato una tecnologia per rendere i pannelli solari le celle fotovoltaiche biodegradabili. Ma soprattutto più economiche. L’idea è sostituire i materiali plastici a base di petrolio con componenti durevoli ma sostenibili, con la manipolazione avanzata di polimeri.

Siamo in cerca di un’alternativa al petrolio. Ormai il prezzo è prossimo ai 124 dollari al barile. "Nel nuovo ordine energetico mondiale, i margini per aumentare la produzione di petrolio sono minimi, per non dire inesistenti", scrive Marco Magrini nel suo interessantissimo pezzo sul Sole-24 Ore di oggi. Non so fino a che punto ne siamo consapevoli. Rispetto allo scenario illustrato da Marco la scelta della Biosolar è poca cosa. Ma dà l’idea di un doppio passaggio:

1) Il prezzo del petrolio spinge a considerare l’energia pulita come una delle alternative. C’è molta strada da fare, ma nei laboratori i rendimenti e le promesse di efficienza sono importanti.

2) Il prezzo del petrolio spinge il settore dell’energia pulita verso nuove modalità produttive più rispettose dell’ambiente.

Il business resta una grande leva, la più forte.

L’energia pulita inizia ad essere al centro degli investimeni soprattutto per questo motivo. Che può sembrare una scelta arida, ma almeno leva di mezzo quella specie di scelta religiosa ecologista che allontana – almeno nella percezione del cittadino – i dati concreti. Soprattutto in un momento storico in cui le scelte, prima di tutto quelle politiche, si fanno sulla base di urgenze il più possibile vivide e apparentemente prossime.