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Il nucleare, la politica e la ricerca della verità

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L’altro giorno, all’ennesimo allarme per un incidente a un impianto nucleare in Francia, in redazione ci siamo fatti una domanda apparentemente semplice. Tutti adesso? Cos’è successo fino ad oggi, mentre in Italia non si parlava più di questa fonte energetica? Ho fatto un po’ di ricerche. Poi un’intervista al dirigente dell’ente che, se casi del genere fossero successi in Italia, se ne sarebbe occupato in prima persona: Roberto Mezzanotte del Apat. Domanda, risposta. Nessuna ideologia, solo un approccio fattuale.

Lo dico subito: non sono affatto un esperto di nucleare. Però sono uscito con una serie di primi spunti:

1) Il nucleare non è "sicuro". Poi dipende dall’uso che vogliamo fare dei termini. Certo è che gli incidenti di questi giorni sono in assoluto i meno gravi che possano succedere. Eppure richiedono un piano d’emergenza, l’isolamento di corsi d’acqua, il controllo della popolazione locale. La probabilità che avvenga un incidente grave è di uno su un milione. Non esistono alternative?

2) Non erano centrali nucleari. Siamo ancora lì: i termini. Però quando si parla di questi temi sono importanti. Gli incidenti di questi giorni sono avvenuti in impianti di produzione di combustibile. Non in centrali nucleari. Fosse successo lì probabilmente questo post sarebbe più lungo.

3) Basta con la politica. A me la politica piaceva tantissimo. Ero l’unico che al liceo leggeva il giornale la mattina. Intuivo un fastidio di fondo: quello per l’ideologia. Quando ho iniziato questo lavoro mi sono occupato prevalentemente di altro. E ne vado ogni giorno più orgoglioso: a poche ore dall’incidente di venerdì c’erano flash di diversi deputati rilasciati opportunamente alle agenzie. Dicevano cose assolutamente insensate. In particolare chi parlava di situazione "fuori controllo", "allarme nucleare" e altri stratagemmi per dare forza alla tesi antinuclearista. I politici non sono credibili. Purtroppo.

4) La ricerca della verità. E’ difficile quando si parla di riscaldamento globale, ma anche sul tema energetico. Io non ho pregiudizi di fondo. Voglio solo capire. Qualcuno può dirci quanto davvero il gioco valga la candela?

  • Dario C. |

    Leggo solo ora questo post.
    Incidenti in centrali nucleari: i giornali ne parlano perché si sta parlando “in genere” di nucleare, e quindi l’informazione ha il faro puntato sull’argomento. Se si stessa parlando di incidendi ferroviari (per esempio), ogni giorno avremmo sul giornale notizie di incidenti ferroviari, in Italia e all’estero. La storia recente insegna in questo senso.
    Quindi, in sè, le notizie di incidenti in centrali nucleari (o lì attorno) sono davvero inutili, se non a vendere giornali.
    Ben più serio è l’argomento: “alternativa al petrolio come fonte energetica”, da cui il dibattito sul nucleare deriva.
    A questo proposito, invito tutti a leggere questo rapporto di ASPO Italia http://www.aspoitalia.net/images/stories/ugo/aspoitalianucleare.pdf
    (documento in PDF), ben scritto e documentato. Lascio ad ognuno trarre le proprie conclusioni dopo averlo letto.
    Mi permetto però di consigliare di abbandonare pregiudizi politici (pro o contro), e informarsi in maniera serena ed equilibrata.

  • alberto lupi |

    SECONDO GLI ESPERTI I TRENI TOGLIEVANO IL LATTE ALLE MUCCHE E LA TERRA ERA IL CENTRO DELL’UNIVERSO.
    QUINDI CAPIRETE CHE TUTTI GLI ESPERTI, VERDI E NON MI LASCIANO UN PO’ FREDDINO

  • alberto lupi |

    SECONDO GLI ESPERTI I TRENI TOGLIEVANO IL LATTE ALLE MUCCHE E LA TERRA ERA IL CENTRO DELL’UNIVERSO.
    QUINDI CAPIRETE CHE TUTTI GLI ESPERTI, VERDI E NON MI LASCIANO UN PO’ FREDDINO

  • Luca |

    caspita Filippo, grazie e complimenti per l’ampiezza del tuo intervento. L’intervista che hai letto puntava a un’analisi laica e il più possibile scientifica. Cosa mi dici di questa notizia:
    http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_23/operai_contaminati_tricastin_centrale_nucleare_c58ac066-58dd-11dd-9878-00144f02aabc.shtml

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