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Auto elettrica, in campo le utilities

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Jeremy Rifkin dice che siamo di fronte ad una terza rivoluzione industriale. Non che ci prenda sempre con le previsioni, visto il ritardo dell’idrogeno. Però una delle immagini a cui fa riferimento è suggestiva. I trasporti sono sempre stati un elemento centrale. La prima rivoluzione industriale è nata con la locomotiva a vapore e ha richiesto la diffusione delle ferrovie. La seconda con il motore a combustione interna e ha richiesto strade, autostrade e distributori di benzina. La terza passa dall’auto elettrica e richiede lo sviluppo di colonnine per la ricarica distribuite per la città (come fossero delle spine della corrente). Rifkin considera soprattutto le celle a combustibile, quando invece le auto plug-in con batterie agli ioni di litio sembrano più avanzate. I tentativi fatti negli anni Ottanta per l’elettrificazione dell’auto non hanno avuto successo proprio perchè mancava una infrastruttura adeguata. Ora le utilities stanno scendendo in campo a fianco dei costruttori di auto. Ieri Enel (qui l’articolo) ha firmato un accordo con Smart per una sperimentazione che partirà nel 2010: 400 punti di ricarica per 100 auto completamente elettriche. Edf sta facendo esperimenti simili con Toyota, sempre Smart ha già firmato con Rwe e Gm, sull’orlo del fallimento, parla della prossima Volt elettrica come di una "visione del futuro" e lavora a fianco di diverse utilities americane. La strada dell’auto elettrica è iniziata: una delle opzioni per la mobilità sostenibile di domani.

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