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Se l’energia è la nuova internet, occhio al digital divide

Il digital divide allontana dalle opportunità di internet, ma anche dalla rivoluzione energetica. I grossi progetti in campo hanno bisogno di supergrid di nuova generazione. L'Italia per il momento – su questo fronte – è più defilata rispetto ad altri Paesi europei. Diverso il caso delle smart grid, stringendo l'obiettivo sulle nostre case e il contributo come possono dare come "produttrici" di energia. Su questo, siamo in prima fila. Molto più avanti dell'America di Obama che parla tanto di smart grid ma resta per il momento sullo smart metering.

Oggi le agenzie battono le dichiarazioni di Gianni Armani, direttore Operation Italia di Terna (il proprietario delle rete elettrica italiana), che ha parlato della rete che verrà in un convegno organizzato da Maestrale Green Energy e Aper:

"La rete può essere un'opportunità per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e viceversa. Per progetti che trasportano migliaia di MW, come per esempio Desertec, per portare energia solare dal Sahara in Europa, o quelli per l'energia eolica dal Nord Europa al Sud, è necessario realizzare una rete nuova che in Europa ancora non c'è e quella attuale non va bene. L'obiettivo europeo sulle fonti rinnovabili è sfidante. L'Italia è messa bene, forse non raggiungeremo gli obiettivi di Kyoto ma la direzione è quella giusta. Oggi siamo terzi in Europa nell'installato eolico e quinti al mondo nell'installato fotovoltaico. Non siamo però un Paese che ha la tecnologia per fare ricerca nelle fonti rinnovabili: mi aspetto quindi che si sviluppi un mercato che possa trarre investimenti in tutta la filiera».