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L’Italia in desertec

Finalmente anche l'Italia mette un piede in uno dei progetti, forse il più noto, di promozione delle rinnovabili nel Nord Africa e connessione con supergrid all'Europa. Enel è entrata in Desertec. L'ambizione è enorme: investimenti complessivi (tra tutti i partner, entro il 2050) per 400 miliardi per arrivare a soddisfare il 15% del fabbisogno di energia elettrica del Vecchio Continente coprendo i deserti di pannelli solari. Ne parlavo un paio di anni fa con un collega d'esperienza. Ricordava alcuni convegni che aveva seguito negli anni Settanta in cui si parlava della stessa cosa. Roba da conferenza, aria fritta. Francesco Starace, a capo di Enel Green power, mi ha spiegato che in effetti chi promette di accendere le lampadine dell'Islanda con il sole del Sahara resta nella fantascienza. Il primo passo è l'autonomia dei paesi dove verranno messi gli impianti. Un'opportunità di business per le aziende che metteranno mano in aree in via di sviluppo. Poi ci saranno i collegamenti in corrente continua, ma serviranno soprattutto per la stabilità e l'equilibrio delle reti, non solo per un nuovo colonialismo energetico. Intanto, però, dai convegni siamo passati ai fatti.